martedì 3 gennaio 2012

Io, per me, farei così


C'è questa nuova norma che toglie i vincoli d'orario ai negozianti e sembra una cosa buona e giusta perché li lascia liberi di decidere quando e come tenere aperti, permettendogli, si dice, di incrementare i guadagni, e a pensarci io in teoria dovrei essere tra quelli contenti della cosa, ché già normalmente arrivo all'ultimo momento a far compere e spesso, causa lavoro o pigrizia, resto senza acqua da bere, tanto per dire, cosa che mi costringe a fare il giro dei bar per comprare il necessario ad arrivare al giorno dopo (mi si dirà che c'è sempre quella del rubinetto, e tanti me lo dicono che c'è sempre quella del rubinetto, ma a questi rispondo che la berrei volentieri l'acqua del rubinetto, come ho sempre fatto in altri luoghi e altri tempi, se quella che esce dal rubinetto della zona in cui abito non avesse un sapore tipo piscina olimpica e un concentrato calcareo come solo in alcune grotte sottomarine).
Poi però i piccoli commercianti si incazzano per questa nuova norma che in teoria andrebbe a loro vantaggio, ma che in realtà va a esclusivo vantaggio di chi come me è troppo pigro o arriva tardi da lavoro e resta senza acqua da bere e, ovviamente, alle grosse catene di distribuzione che saranno le sole a potersi permettere orari lunghi e commessi per poterli affrontare, fatto salvo ovviamente qualche commerciante che ha come missione nella vita quella di tenere aperto il più possibile il negozio per poter permettere a quelli come me, pigri e che hanno la scusa di lavorare, di potersi approvvigionare di acqua da bere nell' orario che più gli fa comodo. A me, che sono stato tra le altre cose un piccolo commerciante di libri che aveva come guadagno sul venduto la stessa percentuale che le grosse catene possono permettersi di dare come sconto, stanno sulle balle i centri commerciali e le grosse catene distributive, quindi capisco i piccoli commercianti e mi viene da essere dalla loro parte, però capisco pure me che sono pigro e ho la scusa di lavorare e resto senza acqua da bere: un bel dilemma.
Per ovviare al problema la soluzione sarebbe semplice semplice: riduciamo l'orario di lavoro a sei ore per tutti i dipendenti (a parità di stipendio ovviamente) e lasciamo la faccenda dell'orario dei negozi così com'è. In questo modo io che sono troppo pigro e ho la scusa di lavorare avrei il tempo per comprare tutta l'acqua da bere che voglio dal negoziante che preferisco, senza avere sulla coscienza nessun commerciante costretto a orari prolungati per stare dietro alla concorrenza delle grosse catene di distribuzione. E magari, hai visto mai, sarebbe un modo per tornare a distinguere il giorno dalla notte e il sabato dalla domenica.

7 commenti:

marco corona ha detto...

ti lascio libraio e ti ritrovo opininista

Rouge ha detto...

E' un continuo riciclo.

Blackswan ha detto...

Se si volesse davvero avvantaggiare i piccoli commercianti, basterebbe mantenere un orario cristiano e imporre invece la chiusura al sabato e alla domenica delle grosse catene.Diversamente, con questa nuova avventura del governo, gli unici a pagare in termini di sfruttamento saranno i commessi, che son già abbondantemente sottopagati.

PS Clercks è uno dei miei film preferiti.:)

Ernest ha detto...

la cosa incredibile è che continuano a non parlare degli stipendi...

Baol ha detto...

Beh, l'idea è ottima però, se riducono a sei ore l'orario di lavoro di TUTTI, sarà ridotto anche quello dei commessi e quindi i commercianti chiuderanno prima e tu rimarrai sempre senz'acqua...come si fa?

Vabbè, ti offro una birra :D

(il mio commento è semplicemente ironico, prima che mi si pigli sul serio)

Rouge ha detto...

Ma poi, lavorare, ma perché?

gaz ha detto...

Io opto per la tua soluzione semplice semplice, con convinzione :-)