mercoledì 15 luglio 2009

Corsa e ricorsa

Io e l'attività fisica abbiamo divorziato circa ottantasettemilaseicento sigarette fa, cicca più cicca meno, che in termini temporali corrispondono a circa dodici anni. Divorzio consensuale, beninteso. Io ero stanco di sudare correndo, molto più comodo farlo stando seduto in macchina, e l'attività fisica si sentiva sottovalutata, bistrattata, non compresa. D'altronde è femmina. Per cui si era arrivati a una separazione che soddisfaceva entrambi, lei perchè poteva dedicarsi a giovani amanti della fatica corporea, gente che passa ogni minuto libero sotto il torchio di istruttori in chiaro abuso di steroidi, io perchè mi ero tolto di torno un fastidio che mi perseguitava sin dai tempi dell'ora di ginnastica alle elementari, quando la maestra unica oggi tornata di moda costringeva me e i miei compagni a noiosi quanto stupidi esercizi di ginnastica in una palestra mal riscaldata e senza l'attrezzo fonfamentale per attirare quelli come me: il pallone da calcio.
Per anni non abbiamo più avuto modo di rifrequentarci io e l' attività fisica, se non per qualche estemporanea rimpatriata in incontri di calcetto o in qualche camminata montana che non prevedesse il pranzo a base di polenta e cinghiale nel rifugio più vicino. Incontri fugaci e insoddisfacenti, sia da una parte che dall'altra. Forse c'entrava il mio rapporto con la sigaretta, anche lei femmina e mooolto più esigente, che si è sempre intromessa tra noi e non ha mai permesso non dico un rapporto duraturo ma se non altro una sincera amicizia.
In genere d'estate ci si ribecca, capita tutti gli anni, e anche quest'anno ho avuto modo di rivederla in una uscita montanara a quota 2200. Un breve istante, che mi ha fatto tornare la voglia di scambiarci ancora due chiacchiere, cosicchè ieri sera, sfidando l'orario un po' troppo serale e il clima reso ancora più afoso da una brevissima pioggia, con una vocina dentro che ogni cinque secondi, regolare, chiedeva sei proprio sicuro? sai quello che fai? ho lasciato un biglietto alla mia bella ("vado a correre una mezzora", che voleva dire se entro un'ora non mi vedi comincia a fare il giro degli ospedali!), ho calzato le scarpe da ginnastica e mi sono unito a passo lento agli altri amanti della mia ex amica, direzione sud verso Piazza d'Armi, obiettivo fare più passi possibili e, preferibilmente, rientrare a casa sano e salvo.
Che dire? E' stato breve ma intenso. Durato il tempo necessario a prendere contatto con organi corporei che manco più sapevo di avere, tipo milza e polmoni. Questi ultimi in particolare sono quelli che più si sono fatti notare, più che altro per la loro assenza (di fiato), per non parlare poi delle gambe, che ci hanno messo tipo due chilometri a capire che hanno anche altre funzioni oltre a reggere il bacino e quello che ci sta sopra. Ma va bene così, mica pretendo di fare la Turin Marathon al prossimo giro!
E poi, è strano. Non so perchè, ma la cicca fumata a fine corsa ha sempre un sapore migliore! Mah, valle a capire le femmine. Sarà mica gelosa?
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P.S.
Chi ha riconosciuto il personaggio della foto è un comunista!

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero

Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.

lunedì 13 luglio 2009

L'estinzione dei Lupi

La prima partita di calcio che ho visto dal vivo fu un regalo di mio fratello maggiore, più vecchio di me di sei anni. Quando si è ragazzi avere un fratello più grande, di parecchio più grande, è comodo per tante ragioni, in casa ad esempio si becca tutte quelle fastidiose domande tipo cosa vuoi per cena, a cui poi io, una volta rimasto solo a vivere con i miei, avrei regolarmente risposto "lasagne", perchè si poteva richiedere qualsiasi cosa che tanto la cena era già bella e pronta e la domanda era solamente retorica. In più il fratello maggiore fa in genere da apripista al minore, evitandogli di commettere gli stessi errori, cosa generosa quanto inutile, perchè il minore di solito ne commette di diversi, magari peggiori, ma se non altro in famiglia non ci si annoia!
Il mio di fratello, oltre a svolgere i compiti di cui sopra, ha provveduto forse non volendo a iniziarmi a pratiche che io poi avrei affinato. Devo a lui il primo fumetto "letto" (a quattro anni guardi le figure e interpreti quello che dicono a seconda delle espressioni), il primo vero concerto dal vivo (Angelo Branduardi, Palazzetto dello Sport, Torino, 1981, tournée album "Concerto"), e appunto la prima partita di calcio, al Comunale di Torino il 31 gennaio 1982, in campo la Juventus contro l' Avellino, squadra della nostra terra.
L' Avellino quell'anno era alla sua quarta stagione in serie A, e le sue maglie verdi ci sarebbero rimaste per altre sei, per poi cominciare una altalena fra serie cadetta e serie C durata fino allo scorso campionato.
Quella domenica (perchè ai tempi si giocava solo di domenica!) arrivammo allo stadio in macchina, con noi un amico di mio fratello, pure lui di quella nutrita colonia di paesani emigrati nel cuneese che avremmo ritrovato in parte davanti ai cancelli della curva Maratona destinata agli ospiti. Comprammo i biglietti alla biglietteria dello stadio (perchè all'epoca si poteva ancora farlo!), con questo amico che si era portato dietro un bandierone di quattro metri per quattro, con una asta lunga sei metri, pesantissima, tanto che faceva una fatica bestiale a maneggiarla. Ci fecero entrare (perchè all'epoca si poteva ancora portare aggeggi del genere in uno stadio e a pochi veniva in mente di tirarlo in testa a qualcunaltro!), ma vista la fatica che faceva a reggerla forse si augurava che gliela sequestrassero. Alla fine la legò in cima alla curva e lì rimase a far bella figura per tutta la partita.
Quell'anno i Lupi avevano una bella squadra. Ne facevano parte gente che poi sarebbe finita in grossi club, Tacconi, Vignola, Favero, Juary. In più il capitano Di Somma, Mario Piga, Beruatto, insomma una bella compagine che alla fine si sarebbe nuovamente salvata dalla retrocessione. Quella domenica a Torino ne presero però quattro, con una tripletta di Pietro Paolo Virdis e un gol su rigore di Liam Brady l'irlandese, ma a me interessava veramente poco, perchè ero e sono rimasto sostenitore di entrambe le quadre.
Fino ad oggi, perchè l'Avellino Unione Sportiva 1912 non esiste più. E' fallito schiacciato dai debiti, e dopo l'ultima retrocessione in terza serie non ha potuto iscriversi al campionato di Prima Divisione della Lega Pro, la ex serie C. E' in buona compagnia, col Pisa il Treviso il Venezia e la Samb, anche loro impossibilitate a continuare nei professionisti, e a me dispiace, perchè anche nel calcio sta accadendo come nella vita reale, dove il divario fra ricchi e poveri è sempre più marcato. Per una Inter che paga 11 milioni di euro all' anno al solo Ibrahimovic ci sono intere squadre a cui basterebbe un decimo per garantirsi la sopravvivenza, ma tant'è.
Ad ogni modo dei Lupi in Irpinia resta il ricordo. Per me di quella mia prima partita dal vivo, a Torino, il 31 gennaio 1982.

venerdì 10 luglio 2009

Traffic report

Che poi uno dice massì un concertino ogni tanto bisogna pur vederlo, se poi è pure aggratis tanto meglio e dunque che importa se il Traffic quest'anno lo hanno portato in trasferta alla Venaria lasciando alla Pellerina storica solo la casa del Grande Fratello in tournée a farci i provini, che lì materiale subumano ce ne stà in abbondanza a volerlo cercare, essendo meta di grigliate sudamericane e puttan tour notturni, quindi proprio il genere adatto a farsi rinchiudere cinque mesi in un alloggio che avrà pure tanto di comfort ma forse è meglio la galera, che almeno sai con chi hai a che fare.
E quindi hai detto massì che sarà mai andare alla Venaria, che è mica tutta sta città e vuoi non trovare un evento così, anche se dalle micromappe che hai visto in giro non è che si capisca tanto bene dov'è che suoneranno e manco sul sito si capisce, o almeno io e la mia bella non capiamo, perchè dove c'è scritto main stage dai tuoi ricordi della visita alla Reggia ci dovrebbe essere qualcosa d'altro, ma appunto te alla Reggia ci sei già stato e vuoi che non sia segnalata una roba come il Traffic massimo evento musicale torinese da qualche anno a 'sta parte!

Per cui si parte con l'amico ritrovato e si va, in ritardo perchè tutti e tre si arriva a casa tardi causa lavoro e i panini dei porcari sono troppo indigesti per stomaci che hanno superato le quaranta primavere quindi mangi a casa e ovvio fai tardi, ma si va e si arriva pure, e quando arrivi occhio alle indicazioni, perchè figurati se non mettono un cavolo di cartello con su scritto Traffic ad indicarti il luogo deputato, solo che cartelli non ce ne sono anche se li cerchi col lanternino e quindi vai alla Reggia, perchè comunque è da quelle parti che suonano e vuoi che da lì non si capisca dove lo fanno!

E invece ti ritrovi davanti a 'sta casona reale, che è tanto bellina di sera con le sue fontane luminose e le luci tutte apposto ma in questo preciso momento ti frega una mazza di giochi d'acqua e lucette azzurre e verdi, vuoi chitarre disturbate e luci stroboscopiche di cui però non si sente e si vede traccia, vedi solo gente giovane e un po' meno che gira a vuoto come te e impreca ad alta voce su dove cazzo avranno piazzato il palco e i porcari e i venditori di magliette e tutto il resto.

Chiedi in giro ma ne sanno meno di te, per cui la mia bella tira fuori doti affinate in anni di inter rail e va a chiedere all'unico della piazza che ha una mappa decente per poi inseguirlo tipo pedinamento, finchè non ci si ritrova immersi in un' onda di gente che manco ai mondiali del 2006 e capisci che sei sulla strada giusta per trovare 'sto cacchio di concerto di Nick Cave & The Bad Seeds, perchè vista l'ora saranno già arrivati loro a chiudere in bellezza la serata.

Camminando capiamo di essere sulla strada giusta incrociando un sottoposto di Bertolaso e tendendo l'orecchio al suono che finalmente arriva da dietro l'angolo, per cui ci si affretta e ogni tanto si fa caso alla totale assenza del benchè minimo cartello che indichi che lì si sta mettendo in scena la manifestazione torinese per eccellenza, e appare ovvio che gli organizzatori, sapendo di avere a che fare con gente che bene o male prima o poi ti trova, avranno sicuramente voluto risparmiare sulla cartellonistica che deturpa e che ha il difetto di costare troppo per un evento completamente aggratis.

Alla fine arriviamo nel piazzale, pieno di non ho idea di quante mila persone ma certo tante perchè siamo in fondo e si vede un po' una mazza, ma c'è il maxischermo e la fronte a dir poco alta dell' australiano canterino la vediamo comunque in tutta la sua stempiatura, e rimaniamo lì a goderci lo spettacolo rimpiangendo i prati della Pellera dove se eri stanco ti ci potevi svaccare, mentre qui è tutta terra battuta male e per di più in aperta campagna, con una bisa umida che arriva dalla Mandria a penetrarti la schiena ultraquarantenne anche lei come lo stomaco.

Ma bello, il concertino è proprio bello e Nicola Caverna e i Semi Cattivi lì sul palco se la cavano proprio bene, e lo diciamo venendo via senza aspettare i bis, che la macchina è un po' imbottigliata dove la abbiamo lasciata e chi c'ha voglia di far coda, e lo ripetiamo pure mentre un gruppo di venditori abusivi di acqua e birra attrezzati di tutto punto con bacinelle con le ruote e luce incorporata rompono le fila di carabinieri e steward e si immettono nell'area palco come black bloc nella zona rossa, ed è una scena buffa, a pensarci, vedere una bacinella rotolante spinta da un grassone con due caramba che gli corrono dietro.

Torniamo via, non cercando nemmeno i cartelli questa volta al contrario, che tanto siamo alla Venaria e che sarà mai, difatti la macchina la troviamo subito e torniamo in città, con la sensazione che la Venaria è proprio bellina, specie con le lucette e i giochi d'acqua, ma cacchio, vuoi mettere la Pellerina?

giovedì 9 luglio 2009

L'Aquila Gran Varietà

La sfiga che attanaglia L'Aquila e dintorni da tre mesi a questa parte non accenna a diminuire.
Dopo il disastroso terremoto e la presenza quasi quotidiana del Bandana per settimane, dopo le nuove continue scosse e il continuare a vivere in tenda, dopo il G8 con tutto il baraccone a visitar rovine e a fare la faccia contrita, ci mancava l'arrivo in stile Apocalypse Now dell'ex leader del PD Uolter Veltroni nel ruolo di accompagnatore dell' attore George Clooney (sic)!
L'ex medico di E.R. dopo l'incontro con i fans in una tendopoli ha dichiarato che "la gente vuole tornare a casa" smentendo la convinzione comune che stiano lì perchè gli piace fare campeggio. Ha dichiarato inoltre che "se la mia presenza qui attira l'attenzione dei media, io sono felice", questo prima che qualcuno lo avvisasse che a pochi km di distanza ci sono solo gli uomini più potenti del pianeta con qualche migliaio di giornalisti al seguito.
Ormai si fà di tutto pur di non far calare l'attenzione sull'Aquila e dintorni e dopo oggi c'è chi giura che la prossima mossa sarà destinare la caserma di Coppito ad accogliere le spoglie di Michael Jackson. Indizio rivelatore la presenza di uno degli zombie di Thriller al fianco di Clooney.

mercoledì 8 luglio 2009

Ultimissime

Da Repubblica:
Stupri Roma, 5 le donne aggredite
"Il Dna conferma: lo stesso uomo"

Sempre da Repubblica:
"G8, Michelle non incontra Alemanno. "Motivi di sicurezza"

Sarà mica lui?

martedì 7 luglio 2009

No global papa


A dieci anni di distanza da Seattle pure Ratzinger si è accorto che una certa globalizzazione produce danni. Lo dice e lo scrive nell'ultima enciclica Caritas in Veritate pubblicata oggi (qui il testo integrale, qui una breve sintesi).
Meglio tardi che mai.


domenica 5 luglio 2009

Ne resterà solo uno!

Prosegue la ricerca a sinistra del Comunista Che più Comunista non si Può (cccp). Al concorso, cominciato nell' ormai lontano 1991 con lo scioglimento del vecchio Partito Comunista Italiano, partecipano tutte quelle componenti che ad esso bene o male si richiamano e si ispirano, con l'obiettivo dichiarato di arrivare al Comunista Unico.
Le regole del gioco sono semplici: si prende un partito comunista, si designa un leader e lo si lascia giocare per un po' di tempo, dopodichè lo si divide in due (il partito, non il leader), con l'obiettivo di arrivare prima o poi ad averne uno, sia di leader che di partito, capace di riunirli tutti, sempre che nel frattempo sia rimasto qualcosa da riunire. Ad oggi, dopo 18 anni di gare, i risultati sono senza dubbio apprezzabili e si è a buon punto nella prima fase di frantumazione, si contano infatti più formazioni di sinistra e relativi leader che squadre di calcio in serie A!
A proporsi per ultimo, dopo aver pronunciato la frase di rito che dà il diritto a concorrere, "fondo un nuovo partito che unisca la sinistra italiana", è l'ex Pdci Marco Rizzo, con il movimento Comunisti-Sinistra Popolare.
Al nuovo concorrente va il nostro più sincero in bocca al lupo.
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sabato 4 luglio 2009

Dubbi, domande, constatazioni e richieste

Il decreto sicurezza fortemente voluto dalla Lega alla fine è passato, a colpi di fiducia, segno che forse non tutta la maggioranza era coesa sui provvedimenti da adottare. Visto il clamore che stanno suscitando gli articoli relativi alle nuove leggi sull'immigrazione e sulla sicurezza pubblica, che da oggi può avvalersi delle cosiddette ronde, si potrebbe pensare che forse qualche anima sensibile in seno al governo ci può anche essere, ma a rileggermi le norme che entreranno a breve in vigore mi viene il dubbio che forse qualcuno poteva essere in disaccordo su altri articoli, ad esempio quello relativo all'inasprimento del 41bis, il carcere duro per i reati di mafia, oppure all'articolo relativo alle infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici.
Chissà, non lo sapremo mai.
Riguardo alle norme più discusse, quelle relative alle ronde e all'immigrazione, mi limiterò a rimandarvi a questo post per la prima e a fare una domanda per la seconda: data la situazione di crisi attuale, che non da lavoro a nessuno, italiano o straniero che sia, qualcuno ha una idea migliore? Il punto dolente è che purtroppo nella situazione in cui ci troviamo non siamo più in grado di accogliere nessuno, e questo è un dato di fatto. Poi, sulle cause e sui possibili effetti, possiamo pure discuterne, ma questo è.
Un po' meno fumo e ipocrisia a sinistra e in Vaticano, please.
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Aggiornamento
Prima che qualcuno pensi che io sia diventato leghista tutto d'un tratto mi spiego sulla domanda che ponevo sopra, che è posta senza toni polemici anche se in maniera un po' ingenua, ma davvero mi piacerebbe conoscere le proposte in materia di immigrazione.
Metto qui e qui i dati relativi rispettivamente al Rapporto sull'Immigrazione del dicembre 2007 e i dati sulla disoccupazione relativo all'anno 2008, che ho anche inserito in fase di commento.
Detto questo dico anche che a mio avviso la legge passata è senz'altro discriminatoria e ingiusta, indegna di un paese civile etc etc, continuo però anche a chiedermi che fare concretamente.
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Aggiornamento 2
Proprio in tema di immigrazione è scoppiata qua a Torino una bagarre, ridicola, che si gioca sulla pelle di duecento extracomunitari provenienti da Somalia Eritrea e Darfur, gente che insomma scappa da situazioni di guerra oltrechè di povertà, accolti in Italia con lo status di rifugiati.
Si è deciso il trasferimento dal quartiere popolare San Paolo a una caserma posta in un quartiere chic della città, Borgo Po a ridosso della Gran Madre, alloggi da 4000-5000 euro al metro quadro, residenti dunque benestanti.
Sollevamento popolare, a destra come a sinistra, per richiedere che si torni sulle decisioni prese.
Non giudico e non commento, mi limito a constatare che un problema c'è, di tipo culturale, logistico e strettamente materiale: non si riesce cioè a garantire una casa e un lavoro a chi ne avrebbe tutti i diritti oltrechè il bisogno.
Le leggi sull'immigrazione fatte passare dalla Lega sono quasi tutte certamente ingiuste, ma dall'opposizione qualcuno stà pensando a qualche soluzione rispettosa dei diritti umani o si fanno solo generiche dichiarazioni di dissenso?

mercoledì 1 luglio 2009

Sospeso

Sono immobile, in molti sensi. Saturno e Urano pare si siano messi di impegno nel rompermi le balle, col risultato che ogni mio movimento è bloccato in partenza, in pratica manco nasce. Attorno a me invece tutto ruota talmente in fretta che non faccio in tempo a fermare lo sguardo su un particolare per metterlo a fuoco: quando finalmente lo vedo questo è già superato. Tutto mi pare bruci nel giro di un niente, tutto mi pare viaggi a velocità supersonica e io mi sento fermo, come non mai mi verrebbe da dire, non ci fossero ricordi che dicano il contrario. Non faccio in tempo a rendermi conto che Michael Jackson è morto (cazzo! è proprio morto! l'alieno è morto!) che già lo hanno sezionato ancora più che da vivo (proprio un destino balordo il suo), gli eredi si stanno litigano i figli, i suoi soldi, le sue proprietà e i suoi debiti, mentre i fan gridano al complotto (e te pareva!) e c'è già di sicuro (vedrete, salterà fuori) chi lo ha visto vivo in un bar di Caracas.
Le notizie e le illazioni sul conto del nero che volle farsi bianco si susseguono ad un ritmo frenetico, mentre il poveraccio non è stato ancora manco seppellito ed è lì ad aspettare che qualcuno si degni di farlo. Si dirà che è colpa dello show businnes, e d'altronde se la sua vita è sempre stato un palcoscenico, pure la sua morte la si stà mettendo in scena, ma se per larghi tratti della sua esistenza ha potuto recitato in un kolossal, oggi gli tocca far parte di un B-movie che un giorno (forse) sarà anche di culto.
Il tutto in tre giorni tre.
Troppo veloce, troppo frenetico, non riesco a starci dietro. Un caso del genere solo qualche tempo fa avrebbe impiegato anni a svilupparsi, mentre oggi lo si brucia in una settimana. Non è l'unico caso: l'onda studentesca, le cazzate di Berlusconi, le ronde, la crisi, il PD, le sconfitte a sinistra, tutto viene fagocitato in tempi troppo brevi per essere assorbiti. Tutto scorre, tutto stanca, tutto annoia. Se ne parla per un po', ci si accalora e ci si allarma, si firmano petizioni e si fanno barricate, ma durano lo spazio di un mattino, come certe manifestazioni sindacali.
Noto una frenesia in giro allarmante e la vedo girarmi attorno, e più tutto intorno ruota più io mi sento fermo in mezzo, incapace di fare un passo. Sono fermo, immobile e sospeso come in un video dei Digitalism. Sono attorniato da informazioni non richieste che arrivano da ogni parte e che comincio ad odiare. Televisione, radio, giornali, internet, blog, sms, e-mail, mp3, facebook, twitter, i-phone, dvd, tutto insieme, tutto in un secondo: se l'aereo casca nel mezzo del nulla io lo so, se al mio amico han tolto cinque punti di patente io lo so, se il maledetto aborigeno dall'altra parte del mondo scorreggia io lo so, ma non sono certo di volerlo sapere.
Com'è che cantava Giovanni Lindo Ferretti?
Ah, già! Aspetto un'emozione, sempre più indefinibile.

lunedì 22 giugno 2009

Aspettando un nuovo medioevo

Vedremo, come andrà a finire questa storia di veline e di donnine, ma anche di potenti e di ospedali pugliesi. Per ora si è obbligati ad assistere ad uno spettacolo indegno da tardo impero, indegno forse anche per il tardo impero, tra arriviste disponibili e potenti presunti satiri, presunti satrapi, presunte vittime di complotti internazionali orditi a loro danno da chissà quale mano potente e ostile, che forse c'è forse no. Con buona pace di noi poveri fessi che pensavamo fosse lui il potente, e ancor più fesse dunque le ragazze che gli si sono concesse e quanti gli scodinzolano attorno.
In questi anni di fine impero la politica è scomparsa, sotterrata da una montagna di spazzatura ideologica, giornalistica e reale, la morale è cosa vecchia e superata, l'etica sconosciuta. Oggi invece di politica inchieste e manovre economiche leggiamo sui maggiori quotidiani cronache da rotocalco, assistiamo ai quotidiani di famiglia titolare Siamo Tutti Berlusconi , come a dire che per difendere un puttaniere siamo tutti puttanieri, notiamo telegiornali nazionali occultare quello che sta diventando imbarazzante oltremisura (per le frequentazioni del nostro Presidente del Consiglio con un indagato dalla Guardia di Finanza, mica per il "giro" di ragazze: di quello in fondo chissenefrega), al silenzio (imbarazzato? solidale? complice?) sia a destra che a sinistra, e noi lì in mezzo a guardare e leggere e a cercare di informarci con sempre maggiore difficoltà, inebetiti da tanto ciarpame seminato per vent'anni e maturato oggi, a chiederci se gli imperi debbano sempre cadere con un bagno nel liquame.
Ma tranquilli, non cadrà ancora, non è ancora tempo. Il gran varietà del G8 è imminente e nessuno, nè a destra nè a sinistra, è pronto a raccogliere l'eredità, scomoda, del ducetto in lupetto nera. E poi lo schifo non ha ancora toccato l'apice, c'è ancora gente che non ha capito e che non sa, che ancora lo vota e lo difende, che lo invidia (sic) e lo insegue.
Ci vorrà ancora del tempo, poi sarà di nuovo medioevo, e per il rinascimento....beh, quello è ancora lontano.

sabato 20 giugno 2009

Antropologicamente diversi

"Vergogna, non avete nobilità d’animo, non sapete cos’è la libertà, non sapete cos’è la democrazia. Restate dei poveri comunisti”.
Queste le parole del Bandana rivolte a quanti lo hanno contestato in un comizio in quel di Cinisello Balsamo (qui il video). Parole dette da uno che colleziona ragazze ben più giovani di lui come fossero figurine e che non si fa scrupolo a corrompere avvocati per il proprio interesse, tanto per fare un paio di esempi, denotano certo una "nobilità d'animo" eccezionale, come pure di sapere bene cosa sia la "libertà", tanto da pensare che tutti gli altri, magistrati e giornali in primis, ne abbiano troppa, e si sà il troppo fa male, per cui bisogna levargliene un po' con leggi ad hoc.

Nobile da parte sua anche il fatto che appena tornato al potere decidesse che la legge sarebbe stata uguale per tutti tranne che per lui e altri tre tirati in ballo proprio per non far vedere che si stava esagerando, come nobilissima anche la legge elettorale con cui siamo costretti a votare, vero esempio di democrazia, dove il popolo non può far nient'altro che sottoscrivere scelte operate dalle segreterie di partito.

Su un fatto siamo d'accordo, quando dice che "siamo antropologicamente diversi".

Infatti, non c'è proprio paragone.

venerdì 19 giugno 2009

Live in Turin

L'estate è arrivata e come ogni anno si porta dietro un bel po' di eventi musicali da godersi all'aperto a Torino e dintorni .
Tra i rientri, dopo un paio d'anni di assenza, il Chicobum Festival a Borgaro Torinese, che inaugura oggi per protrarsi fino a fine luglio. Da segnalare la presenza di Stewart Copeland batterista dei Police nella Notte della Taranta il 1 Luglio, Caparezza il 6 luglio e i Motel Connection il 25 giugno.
Già dal 3 giugno invece si sta svolgendo Colonia Sonora al Parco della Certosa Reale di Collegno e si protrarrà sino al 25 luglio proponendo tra gli altri Roy Paci & Aretuska, Goran Bregovic e uno spettacolo teatrale di Ascanio Celestini.
La rassegna più attesa, il Traffic, quest'anno abbandona il Parco della Pellerina per trasferirsi alla Venaria Reale per i concerti gratuiti e in varie location della città, come già gli scorsi anni, per gli eventi collegati. Il Festival andrà in scena dall' 8 all' 11 luglio e vedrà protagonisti tra gli altri Nick Cave & The Bad Seeds, Primal Scream e nella serata conclusiva gli Underworld.
Insomma una estate come al solito ricca di musica.
Spero di godermene un po'.

Underworld - Cowgirl [Everything, Everything]

Non svegliare il can che dorme! Ovvero: Oggi mi ha telefonato il Bandana

Su Torino giornate di afa, in piemontese "tuf", marcando leggermente la t iniziale dando un senso onomatopeico alla parola. Caratteristiche del tuf sono (nell'ordine): caldo feroce, umidità a percentuali ittiche, nel senso che si boccheggia come pesci e si vorrebbe avere le branchie come loro, cielo di un colore indefinito tra l'azzurro e il grigio, totale assenza di nuvole tranne un enorme velo di vapore che avvolge tutto impedendoti la visuale delle colline e delle montagne circostanti.
In queste giornate la mia pressione tende a scendere nel negozio di alimentari sotto casa a cercare il frigo delle verdure e a sistemarcisi dentro, il mio corpo azzera tutte le attività non necessarie, e il mio cervello tende a sciogliersi nell'umidità all'ottanta per cento che avvolge tutto.
Per reazione alla calura giornaliera il mio metabolismo mi costringe a cercare il fresco notturno, che non c'è, per cui il mio metabolismo non da prova di grande furbizia, ma resta il fatto che vado a letto decisamente tardi e, potendolo fare, mi alzo decisamente tardi.
Ma dato il caldo fatico a prendere sonno, anche grazie al continuo via vai sotto casa di auto che si fermano a portiere aperte e lo stereo a palla, per comprare le sigarette all'automatico proprio sotto il mio palazzo. Dalla musica che arriva capisco chi si ferma, della serie dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei, e mi sono fatto una certa esperienza in materia, beccando alle prime note se il soggetto aspirante fumatore è italiano o straniero, uomo o donna, vecchio o giovane, chierico o zulù. Questi ultimi sono la categoria peggiore, in quanto il tunza tunza che li caratterizza va necessariamente ascoltato a livelli altissimi sennò non c'è gusto, per cui quando un tamarro si ferma all'angolo e pompa nelle casse quella sottospecie di musica, in genere dopo pochi minuti senti quella della sirena d'ambulanza che arriva a prelevare qualcuno dei tanti anziani della zona a cui è preso un infarto.
La musica (!?!) che mi ha svegliato stanotte proprio mentre avevo preso sonno, e voi lo sapete quanto è fastidioso essere svegliati proprio nell'attimo in cui sei di là e saluti Morfeo, era di una categoria diversa, tra lo zulù e il nostagico. Dalla finestra sono arrivate le note di una Loredana Bertè anni '80 e gli strilli dell'auomobilista donna che ci cantava assieme a squarciagola NonSonoUnaSignora, e mai dichiarazione poteva suonare più appropriata, perchè signora forse no ma stronza sicuramente sì.
Comunque il sonno è rotto e prosegue a fatica tra una decina di risvegli dovuti a gatto che miagola, e vabbeh, caldo che soffoca, e vabbeh, sveglia che suona ma la si spegne ci si gira dall'altra parte e vabbeh, testimone di Geova che rompe al citofono volendo assolutamente parlare con me di Bibbia e della fine del mondo e vabbeh, finchè a metà mattinata, appena riaddormentato, suona il telefono. Sacramento il giusto e rispondo con voce impastata e bollicine nel cervello, dall'altra parte una voce, stranamente familiare, con accento vagamente lumbard comincia a recitare "Caro amico e cara amica...". Ci metto qualche secondo a dissolvere le bolle che ho in testa per collegare quella voce a qualcosa di conosciuto, a capire che è un nastro registrato, uno spot elettorale per i vicini ballottaggi e che la voce è proprio la sua, di Papi, del Bandana in persona! E a questo punto tutti i vabbeh detti in precedenza prendono forma e vendetta nel più sincero vaffanculo che ho mai pronunciato nella mia vita!
Dall'altra parte non c'era nessuno a sentirlo, ed è un peccato. Mi consolo pensando a energie smosse, a input lanciati nel mondo, a vaffa che viaggiano comunque nell'etere e prima o poi, lo so, finiscono per arrivare a destino, perchè vedere il suo faccione da tutte le parti passi, leggere di tutte le minchiate che combina passi, sentirlo nominare duecento volte al giorno passi, ma pure venire a rompere le balle a casa mentre uno dorme, no!
Eccheccazzo!

mercoledì 17 giugno 2009

Frasi da Paz

Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr'anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni.

Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo.

Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali e nel '74 sono divenuto socio di una galleria d'arte a Pescara: "Convergenze", centro di incontro e di formazione, laboratorio comune d'arte. Sempre nel '74 sono sul Bolaffi. Dal '75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal '71 al '73 ai marxisti-leninisti. Sono miope, ho un leggero strabismo, qualche molare cariato e mal curato. Fumo pochissimo. Mi rado ogni tre giorni, mi lavo spessissimo i capelli e d'inverno porto sempre i guanti.

Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve, uso quella di mia madre, una Renault 5 verde. Dal '76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile "Frigidaire". Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca.

Io sono il più bravo disegnatore vivente.

Amo gli animali ma non sopporto di accudirli.

Morirò il sei gennaio 1984.

(Andrea Pazienza da Paese Sera, 4 gennaio 1981)

Su una cosa sbagliava, sull'ultima frase.

martedì 16 giugno 2009

L'importante è saperlo

Sono nato verso la fine degli anni '60 e posso dire, con gli Offlaga Disco Pax, che "ho fatto l'esame di seconda elementare nel 1975: il socialismo era come l'universo in espansione". Evidentemente nel frattempo deve aver trovato il suo limite ed è imploso, perchè crescendo di socialismo ne ho visto ben poco. Sì ok, quello di Craxi, anni '80 o giù di lì, ma se quello era socialismo io sono Martina Navratilova, e comunque quelli, i socialisti, avevano già barattato la falce e il martello per un garofano, il che la dice lunga, o almeno dovrebbe.
Mica lo sapevo, crescendo, che mi sarei ritrovato in un mondo folle.
Ma va bene, ne prendo atto, l'importante è saperlo.

E' questa considerazione che mi fà accettare pure frasi come queste, quando invece ti saresti aspettato almeno un po' di freddezza da parte di uno di colore definito "abbronzato" da un pagliaccio travestito da premier.
E vabbèh.

Tears for Fears - Mad World

giovedì 11 giugno 2009

A question (of time)

Musicalmente gli anni '80 sono stati una vera merda, fatevelo dire, e per averne una prova fateci caso durante una di quelle feste fatte in casa, quelle feste dove a un certo punto, verso la fine, si comincia a mettere di tutto e di più, perchè l'angolo del come eravamo fa sempre presa, e perchè all'inizio chi mette dischi si impegna a farti ballare ma con un certo stile, mettendoti pure You Really Got Me dei Kinks e My Generation degli Who, per quel gusto un po' mod che piace tanto a chi se li è mancati per una manciata di anni, nascendo in ritardo. Ma le giovani leve presenti sono un po' restie a certe note, cresciute a Rihanna e Sean Paul come sono, per cui giustamente s'annoiano, e quindi il bravo selezionatore, che tanto giovane leva non è, alla lunga sbraca, e per farti ballare pompa nelle casse il riempipista del millennio, Ymca dei Village People, che quando senti quelli attorno a te urlare come ultras "uaiemsiei" vorresti che lo spirito di Ian Curtis si materializzasse nel salotto e spaccasse il lettore cd a bottigliate.
Ma dicevo fateci caso, a quella selezione che di solito copre quaranta anni di popolare musica, e cercateci dei pezzi recuperati in quella decade infausta. Se siete fortunati, e se il padrone di caso è della vostra stessa razza, un po' di Cure e di Smiths magari li ascoltate, e Prince è ovvio, 'chè Kiss non può mai mancare, ma se vi va di sfiga vi toccherà rompervi le orecchie con mentre-la-tv-diceva-mentre-la-tv-cantava-bevila-perchè-è-tropicana (ye)! Insomma una canzone di merda per una decade di merda e i Depeche Mode, che sono l'unico motivo per cui non butteresti nel cesso tutta ma proprio tutta la musica anni 80, ti tocca spararteli sullo stereo di casa, in cuffia, col volume a livello massimo. E mentre le prime note di Everything Counts arrivano e ti riportano ai tuoi sedici anni, la domanda arriva di conseguenza ed è sempre la stessa: ma quanto facevano cagare gli anni '80?

P.S.
Dave Gahan è tornato e sta bene, dicono le cronache (fonte Fullsong.it). Tutti i fan che stanno aspettando da mesi le due date italiane del Tour of the Universe (a Roma il 16 e a Milano il 18 giugno) possono tirare un sospiro di sollievo.

Depeche Mode - Everything Counts