mercoledì 24 dicembre 2008

Sdolcinato post

" Lo sai che più si invecchia, più affiorano ricordi lontanissimi", cantava Battiato anni fa, e aveva ragione, capita questo. Che in circostanze particolari, come può essere il Natale, i ricordi riaffiorino spontanei e ci si stupisce per la loro lontananza nel tempo. Rivedersi, in quella età felice fino ai nove anni trascorsi in un paese di montagna, montagna del sud, nel letto a guardare ammirato le luci intermittenti dell'albero appena fatto, mentre fuori la neve ovatta anche i pochissimi rumori che arrivano e l'odore del camino si spande per le stanze, anche se ricordare gli odori è operazione difficile, ma con sforzo si riesce anche in questo. Stupirsi, di quanto sia vivido questo ricordo in sè insignificante, ma che si sa essere fatto di gioia pura, e alla fine comprendere come i ricordi spontanei, quelli nati dal nulla e tornati alla mente solo per associazioni non cercate, ricordi sia di gioia che di dolore, diano la dimensione del vivere. Non è vero che vivere di ricordi sia un male, spesso sono il racconto di una esistenza comunque vissuta. Chi non ha memorie e ricordi alla fine non ha vissuto, credo.
Bah. Sciocchezze natalizie, in fondo.
Avrei voluto fare un post contro la retorica del Natale e invece mi ritrovo a farne uno che esalta questa retorica, ma è piacevole rendersi conto di essere in grado di cambiare idea, anche in corsa, seguendo quello che si ha dentro. E allora continuo, e anzi esagero: faccio anche gli auguri.
Auguri a quanti credono, in qualsiasi cosa, perchè fa bene all'anima, e a quanti invece non credono più a nulla, meschini.
Auguri al barbone che ho incrociato oggi pomeriggio, mentre si preparava il ricovero per la notte, a cui non ho regalato nulla, perchè la fretta non fa vedere e non fa pensare, anche se quasi ci inciampi dentro.
Auguri a chi lotta, ognuno a suo modo, perchè lottare fa rimanere vivi, e auguri a chi ha smesso di lottare, perchè se è una scelta ponderata non può che essere giusta.
Auguri alla mia bellissima, che mi rende felice e che mi ricorda con la sua presenza chi sono, e auguri ai miei, che forse non mi hanno mai capito, ma che mi hanno sempre aiutato, e che con la loro presenza mi ricordano da dove provengo.
Auguri al nuovo imperattore del mondo (non è un errore la doppia t), Barack Obama, compito ingrato lo attende, che sappia recitarlo al meglio, e auguri anche a tutti i burattini messi a capo dei vari governi, hanno tutta la mia incomprensione.
Auguri a quanti si prendono sul serio e a quanti, di certo più simpatici, hanno il coraggio di ridersi addosso, auguri a quanti augurano buon solstizio invece che buon natale e a quanti non gliene importa nè di uno nè dell'altro.
Auguri a tutti quelli che leggono questo spazio, bloggers e quanti altri, non siete tanti ma siete giusti, ed era quello che mi auguravo foste. Non conosco nessuno di voi personalmente, ma a leggervi è come se ci si fosse sempre conosciuti, ed è una bella cosa.
A me, perlomeno, piace.
Auguri.

7 commenti:

il Russo ha detto...

Auguri a te caro Rouge, che come passi questi minuti che precedono la festa pagana per eccellenza, il Natale, a battere sulla tastiera di un pc per salutare quelli che giustamente definisci amici.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ti faccio i miei migliori auguri.
Un abbraccio Rouge.

articolo21 ha detto...

Auguri :)

riccardo gavioso ha detto...

bellissimo post!

Ho aspettato fino all'ultimo a farti gli auguri, ma volevo avere la coreografia adatta: a Torino cadono fiocchi delle dimensioni di Giuliano Ferrara e la città sembra un presepe vivente.
Buon Natale a te, e a tutti gli amici del tuo splendido blog.

con stima e amicizia, Riccardo

mariarubini ha detto...

auguri anche a te.
buon natale!

Bastian Cuntrari ha detto...

... e anche a te, caro Rouge
che, con questo splendido post controcorrente (da coma diabetico, è vero!), ci hai riportato un po' di profumo di legna bruciata;
di cose intraviste nella penombra della nostra camera di bambini alla vigilia, quando - ne eravamo certissimi! - sapevamo che era Babbo Natale che sistemava i doni sotto l'albero...
Nemmeno l'ho fatto l'albero, quest'anno: ma le luci le vedo, accendersi e spegnersi, con gli occhi della memoria, sollecitata dai tuoi ricordi.
Ti abbraccio. E grazie.

Gap ha detto...

Così lontani ma così vicini.
Ciao