mercoledì 2 aprile 2008

Gli zulù vanno alle giostre (1)



La macchina odora di polvere non tolta e di sigarette fumate.
Matteo detto Mats guida rilassato lungo le solite strade. Al fianco Vinicio detto Vinni gioca nervoso con un accendino.
Mats calcola mentalmente: Dunque….Ho questa macchina da otto anni…fumo in media venticinque sigarette al giorno, di cui almeno cinque o sei in macchina…ma facciamo pure sette! Per cui sono sette al giorno per trecentosessantacinque giorni l’anno che fanno…fanno…più o meno duemila, no di più, facciamo cifra tonda, duemilacinquecento. Per otto anni sono ventimila sigarette, senza contare quelle che fumano gli altri. Quindi trentamila, via, trentamila sigarette bruciate in un ambiente d’otto metri cubi.
“Roba da non comprare più le sigarette e farsi la giusta dose di nicotina leccando i vetri della macchina”, dice all’amico.
L’altro si gira di scatto, lo guarda interdetto, non risponde.
“Cioè, capisci, trentamila sigarette.”
“Ma che cazzo dici?” finalmente sbotta Vinicio.
“Scusa, è che stavo calcolando quante….”
“Sì. L’ ho capito”, lo interrompe, “ma non puoi pretendere che uno conosca sempre i tuoi pensieri. Stupidi, oltretutto”.
Mats volta la testa giusto un attimo.
Le ruote girano, gli occhi di Vinicio addosso.
“Trentamila sigarette!”
Vinicio torna al suo accendino.
Odore di gas.
Matteo guida.
“Insomma, che c’hai stasera?”
“Niente, non ho niente. E’ solo che sono stufo dei tuoi conteggi. E quanti dischi hai comprato, e quanta birra hai bevuto, quanta piscia hai fatto….”
“Oh, quello è un calcolo sconvolgente. Uno mica si rende conto di quanti litri…”
“A che servono?”, lo interrompe Vinicio Alterato, “Voglio dire, a che ti serve contare quante sigarette hai fumato finora?”
“Non finora, solo in questa macchina” precisa Matteo.
“ E a chi interessa, che ti frega sapere quante qui e quante sulla tazza del cesso, tanto le hai fumate e non per questo ne fumi di meno”.
Fermi. Allo stop.
“Siamo nervosi stasera, eh?”
Odore di gas.
“Pensa, ho letto su una rivista che la gente in media trascorre nervosamente almeno mezz’ora al giorno, quindi…vediamo… sono 365 in due anni, ne hai 30, dunque almeno cinquemila ore, suppergiù. Fa quasi un anno di nervosismo.”
“Con te diventano almeno il triplo”.
“Ah sei simpatico, proprio simpatico!”
Mani pratiche accendono la sigaretta trentamila e una, voce fintamente ferma dice: “Proprio un bel ringraziamento per chi sopporta le tue magagne e i tuoi piagnistei da ….quanto è? Dunque…almeno un’ora al giorno per 365 giorni….”
“Lascia stare, non è il caso”, lo interrompe Vinicio Calmato. Poi aggiunge debolmente uno “scusa”.
“Come hai detto?”
“Ho detto scusa! Va bene?”
“Diciamo che va meglio”
Il finestrino si abbassa, la nuvola grigiastra esce, l’odore di gas si attenua.
“L’hai più vista?”
Il No che sente ha troppo anticipo.
“Ma l’ hai cercata.”
Vinicio gira la testa a guardare oltre il finestrino opaco.
“L’ hai cercata!” incalza l’amico, non nascondendo un certo godimento in quell’affermazione.
Vinicio Categorico: “Parliamo d’altro, va bene?”.
“Va bene, va bene, parliamo d’altro. D’altronde ci sono migliaia d’argomenti di cui parlare senza per forza finire sull’unico argomento di cui veramente t’interessa parlare”.
“Ma chi ti ha detto che stasera mi va di parlare di quell’argomento?”
“Hai ragione, hai ragione”.
Aria fredda penetra nell’abitacolo, pensieri forse stupidi nascono dal nulla: la cicca si consuma più velocemente se la aspiri pensandoci.
“Va beh, senti, facciamo un salto a bere qualcosa, d’accordo?.
Vinicio non risponde.
“D’accordo. Chi tace d’altronde acconsente”.
Mats cerca e trova un nastro. Lo inserisce nello stereo della vecchia macchina e alza il volume a Livello 18. Le note esplodono come un tuono in una giornata di sole.
Mats Casablancas canta a squarciagola, stonando.
LEST NAIT , SCISSEID, O BEBI AIMFIL SO DAUN...
“FICHISSIMI QUESTI STROKES! DAVVERO! ERANO ANNI CHE NON SENTIVO ROBA DEL GENERE!”, urla Mats Rockstar.
“A questo volume neanche io” dice Vinicio Scazzamento.
“COSA? CHE HAI DETTO?
“HO DETTO A QUESTO VOLUME NEANCHE IO! CAZZO!
Le ruote inchiodano, le cinture di sicurezza si tendono, la musica scompare.
Un secondo di riflessione.
Luci di vetrine illuminano marciapiedi.
Due secondi di riflessione.
“Senti, va bene che la donna ti ha mollato, va bene che sei triste, depresso, hai voglia di sterminare il genere femminile e tutto il resto, ma se non sopporti più neanche della buona musica allora hai dei problemi. Dei problemi anche seri. Non scherzo.”
Lo zippo scintilla a vuoto, Vinicio Scoglionato lo tortura ripetutamente.
“E mi sono rotto anche un po’ le palle di portarti in giro cercando di svagarti. Giuro!”.
Le ruote ripartono.
Silenzio, Vinicio è perso con lo sguardo fuori dal finestrino.
“A vedere poi cosa, che è notte” pensa Mats.


........................continua.................................






2 commenti:

fabio ha detto...

son due mesi che non fumo, a proposito. la donna per il momento non mi molla e gli strokes (quel primo disco) mi piacciono ancora...quindi puoi portarmi in giro, vecchio...hihi..ti aspetto next week per la birra...bye... fd.

Anonimo ha detto...

bello... mi piace questo stile un po'più aggressivo e distaccato. voglio vedere il seguito!!! elen