giovedì 6 ottobre 2011

Sai mai dove vai a finire

Lo incrocio tutte le mattine, formato gigante, e mi fa pensare cose. Niente di che, non v'aspettate nulla. Ad esempio che senza saperlo ho visto tutti i film di Paolo Sorrentino e mi son piaciuti tutti ma proprio tutti. Mi è piaciuto ovviamente Il Divo, capolavoro assoluto riconosciuto e osannato, mi sono piaciuti L'Uomo in Più e Le Conseguenze dell'Amore, sempre con un Toni Servillo straordinario, e mi è piaciuto pure L'Amico di Famiglia, girato nell'insolita location di Sabaudia. Sul perchè mi son piaciuti non saprei dire, ché vado a istinto e dovrei scervellarmi troppo per capirlo, ma c'è qualcosa che me li rende vicini e tanto basta. Saranno forse le inquadrature, mai banali, o le colonne sonore, degne del miglior Tarantino, oppure i dialoghi, tranquilli e scarni ma capaci di lanciarti decine di riflessioni. Sarà tutto questo assieme probabilmente. Senza saperlo avevo già messo il regista napoletano nel mio personale pantheon, e a farmene accorgere c'è voluto il volto sul manifesto di un altro a cui manca forse poco per esservi ammesso, per quello che vale: basta solo che ripeta la prova d'attore di The Assassination of Richard Nixon e gli perdono pure il fatto che parla male della ex moglie Madonna! Sì, Sean Penn è di quelli che mi accorgo casualmente che mi piace, e mi stupisce pensarlo, ma mai quanto il fatto di ritenere Daniel Day Lewis il migliore in assoluto.
Ma quella faccia, quel volto, uno smaccato Robert Smith depresso, va oltre il semplice pensiero di aver proprio voglia di andare al cinema a vedermelo. Questo nuovo lavoro italiano dal gusto internazionale (spero che sia meglio dei Muccino!) mi fa venire in mente il Robert Smith originale (che c'entra nulla col film) e a tutto il tempo trascorso dal mio primo ascolto di In Between Days. Ad amici con cui l'ascoltavo che si torturavano i capelli di lacca e gli occhi di rimmel. Ai loro vestiti neri, e alle visite all'Inferno, negozio di Torino, dove li accompagnavo a comprare camicie con le croci in anni in cui odiavo questa città, la sua aria grigia e il suo corredo di tossici sotto i portici di via Po. Al fatto che dicevo che mai e poi mai ci sarei voluto venire a vivere (davvero, mai dire mai). Che mi colpisce di più uno sguardo malinconico di uno sguardo sorridente, e dei primi non ne vedo molti in giro e sembrerebbe un bene, ma è solo perchè la malinconia la si nasconde, mentre è solo l'altra faccia della medaglia. Che se non puoi essere allegro allora tanto vale essere depressi, almeno sei qualcosa.
Che a lasciar liberi i pensieri, cazzarola, non sai mai dove vai a finire.

9 commenti:

Overthewall91 ha detto...

Anch'io ho tanto voglia di andare a vederlo.

patèd'animo ha detto...

Se non l'hai già letto, ti consiglio "Hanno tutti ragione". Proprio perchè non si sa mai dove si va a finire..

Rouge ha detto...

@ Patè: grazie, non ancora. Provvederò.

Ernest ha detto...

Parto da Sorrentino, fantastico, le Conseguenze dell'amore è davvero un film unico.
Sean Penn mi piace proprio, vogliamo parlare di Milk, oppure dell'interpretazione con De Niro in "Non siamo angeli"
Andrò andrò...

Blackswan ha detto...

Non vedo l'ora.Il binomio Sorrentino-Penn sulla carta è una bomba.

Lucy ha detto...

Sìsì, lo vedrò anch'io. E per la cronaca, i tossici non erano tanti in via Po, quanto nelle vie laterali. Parecchi di fronte a Rock & Folk

Marte ha detto...

"Il problema è che passiamo troppo velocemente dall'età in cui diciamo "farò così" a quella in cui diremo "è andata così""

alla fine, l'hai visto?

Rouge ha detto...

@ Marte: oh sì, mi ci son precipitato a vederlo. Bello bello bello :)

Marte ha detto...

Mi son precipitata anche io, ma gli imprevisti mi hanno tirato più volte sgambetti.

Ma alla fine l'ho avuta vinta io.
E si, come dici tu: bello bello bello.