sabato 17 dicembre 2011

Io che vado a periodi

Io vado a periodi. Non tutti vanno a periodi, perché ci sono quelli che i periodi sembrano tutti uguali, ché un anno è uguale all'altro e il pensiero e le azioni sono sempre coerenti, e te lo dicono vantandosi che loro son sempre coerenti a ciò che son sempre stati, e se hanno fatto e detto una roba nell' '83 ecco che questa roba sembra quasi che siano destinati a farla e pensarla vita natural durante. Questo almeno è quello che sembra a me vedendoli e, in questo nuovo strano millennio, leggendoli su socialcosi e simili, ma poi magari mi sbaglio, proprio perché andando a periodi a volte mi sembra in un modo, a volte in un altro, e a volte evito financo di pormi il problema.
Io che vado a periodi ho imparato col tempo a fottermene della coerenza, ché le cose della vita ti portano a contraddirti e a dire e fare cose che magari in altri anni e altri luoghi mai avresti pensato di dire e fare, e non c'è nessun male in questo a meno di non volerlo vedere a forza prendendo la coerenza come valore assoluto, solo naturale svolgimento di una roba fatta più che altro di funzioni meccaniche e di impressioni che comunemente chiamiamo vita. In questo periodo devo dire di aver fatto il pieno di impressioni, ed essendo queste in larga parte negative (ché in giro si respira aria di crisi, e la crisi e la crisi da tutte le parti, e la crisi che fa aumentare i prezzi, e i governi che cascano, e i mercati che comandano, e i leghisti che rompono, e le buste con i proiettili, e le bombe che scoppiano a casacccio, e Berlusconi che non c'è più ma c'è ancora, e l'Inter che non vuole restituire lo scudetto del 2006, e la benzina alle stelle, e il mio contratto che chissà quando scadrà, e il traffico impazzito del venerdì sera, e lo smog che ti piglia in gola, e la televisione che dove metti metti restituisce solo angoscia, e la Merkel e Sarkosy, e tutti che si lamentano, e nazifascisti tolkeniani impazziti che sparano a minchia in chi ha un colore di pelle diverso dal suo, e zulù delle Vallette che danno fuoco a baracche di zingari per via di una bugia detta da una sedicenne, e il parcheggio che non si trova mai, e quello in auto che sfonda il clacson e i timpani non si sa bene perché, e i blogger che si indignano sui blog, e tutti che si indignano su facebook, e i sindacati che si indignano e scioperano, e i politici che si indignano chissà mai perché), essendo tutte impressioni negative si diceva, finisci per fare l'unica cosa furba possibile in questi casi: chiudersi a riccio, tenere fuori il mondo, lasciar passare solo l'indispensabile. Cosa questa che contraddice tutta una serie di teorie fatte di impegno a cui uno dovrebbe attenersi, perché siamo esseri sociali e tutti devono impegnarsi. Ma vado a periodi, e a volte mi va bene impegnarmi, altre proprio non ci ho cazzi e devo dire che me ne fotto abbastanza di tutto ciò che mi succede attorno. Per cui non ho una opinione su Monti, e sul tizio che ha sparato ai ragazzi senegalesi, e sui tizi che hanno bruciato baracche zingare in una serata stile ku klux klan, e su Minzolini epurato, e sulla lega di lotta, e su cortei in Val di Susa, e su tutta un'altra serie di faccende che son sulla bocca di tutti, ma non sulla mia. Questo è un periodo in cui bado solo a me stesso, tengo il mondo fuori, almeno per un po'. Perché i periodi vanno e vengono, il mondo di fuori tornerà a farsi vivo e mi farò una opinione su tutto, e sembrerà anche a me che è l'opinione di sempre, perché son coerente con me stesso e quello che dico e faccio è quello che ho sempre detto e fatto. Non è così, ma fa tanto piacere pensarlo.

6 commenti:

Minerva Jones ha detto...

Ah, bello sfogo. Mo' invece ti dico come ti vedo io - così magari gratifico un po' il tuo ego per quanto puoi buttare serenamente a mare la mia opinione - e come la vedo in generale. E scusami i punti ma sono una persona analitica :-)

1) Intanto tu opinioni e idee su ciò che ti accade intorno ne hai, le hai sempre espresse e c'è un tot di gente (me compresa) cui fa piacere ascoltarle perché vi trova occasione di riflessione. Quando vorrai, tornerai a pensare e parlare in modo utile. Ciò che non sopporti semmai è il fatto che tutti lavorino sulla pars destruens e non sulla 'costruzione' in positivo - o almeno, a me la tua insofferenza sembra legata a questo, soprattutto nel momento in cui non abbiamo concretamente (o almeno così ci sembra) spazio per provare a costruire.

2) La coerenza - dici bene - è importante che sia con se stessi, il che include il cambiare idea se ciò che ascolti da altri intorno plausibile, utile e costruttivo: chi rimane 'bloccato' in schemi impermeabili all'esterno dimostra d'avere preponderante la massa di cervello rettiliano, e ciò - come essere umano - non gli fa molto onore, per quanto lo possa rendere, in quanto soluzione semplicistica, sicuramente più felice. Tu hai il cervello d'un mammifero evuto, accetta questa sfiga e và avanti cercando di farne buon uso per stare al meglio delle tue possibilità. So che sembra un'utopia, ma non hai tutta 'sta scelta - mi dispiace.

3) "Cosa questa che contraddice tutta una serie di teorie fatte di impegno a cui uno dovrebbe attenersi, perché siamo esseri sociali e tutti devono impegnarsi." Guarda che in un momento come questo già solo il fatto di esistere, prendersi il proprio spazio per parlare - anche per urlare se stai male -, rimanere te stesso nella tua diversità e in rete con altri 'diversi' come te, è già resistenza a chi ti vuole vittima consenziente. Significa non cedere spazio/posizioni e non dare complicità ai tuoi carnefici, quella che ti ridurrebbe in un'ameba dall'esistenza triste, violentata e priva di qualsiasi sapore. Tu sai cosa è piacere, felicità, anche solo il tuo 'star bene', no? Bene, prenditi con le unghie e con i denti questo spazio e questa possibilità: chiuderti a riccio è un atto di resistenza, è fare 'fana' - come ho scritto più volte - ricaricare le forze e ributtarle fuori quando potrai nei modi e nelle strategie che ti inventerai. Quindi non darne una lettura negativa. E' resistenza. Basta quello, a volte, piuttosto che retrocedere. Forza. Hai la salute e una relazione buona. Non mi sembra tutto faccia così schifo. E hai anche un lavoro, per quanto non ti piaccia. fai tana e ricalibra la tua vita. Voler vivere - oggi come oggi - è già opporsi in positivo a tutto ciò che di marcio non va intorno a noi ;-) Ciao!

PS. Che filippica, m'hai proprio beccato in un momento di delirio! :-DDD

Rouge ha detto...

@ Minerva: un commento più lungo del post che si commenta merita di sicuro una risposta, dunque, a noi.

In realtà non è uno sfogo, non per come lo si intende. E' solo il racconto del perché sto scrivendo poco. Che poi, ad andare a vedere, post del genere ne ho già scritti almeno un paio, più o meno con gli stessi concetti se non addirittura con le stesse parole, segno che -appunto- i periodi vanno e vengono e a volte ritornano.
Vero che a volte (va a periodi) sono insofferente verso gli argomenti che solitamente si trattano e per il modo in cui si trattano, perché alla lunga son sempre gli stessi e mi pare che fiumi di parole non portino a niente, se non a tirare fuori la propria insoddisfazione e a "salvare" se stessi (che se non altro ci si indigna). Ma spesso dimentico, e ci casco, e dunque mi impegno mi indigno discuto a vuoto e penso di fare la mia parte. A volte, come in questo periodo, non ho voglia neanche di far finta che possa servire a qualcosa, anche solo a me, dunque evito.

Sulla coerenza devo essermi spiegato male. In realtà io so di non essere coerente (o almeno non vorrei esserlo), e questo post ne dovrebbe essere la prova, ma tutti pensiamo invece di doverlo essere perché alla coerenza diamo un valore solo positivo, mentre in verità questa è una emerita palla al piede al quale ci si lega. Di mio sarei ben contento di non esserlo più, coerente con me stesso: il mio io di 44 anni non può (non deve) pensarla come quello che ne aveva 20, perché vorrebbe dire che non ho fatto nessun passo, in nessuna direzione.
Questo post alla fine è solo un promemoria , per le volte in cui penserò di non aver mai cambiato idea. Potremmo rubricarlo in "uso personalistico del blog" :)

Un saluto.

il monticiano ha detto...

Ehi Rouge se questo tuo post non fosse stato scritto da te sabato 17/12 si poteva pensare che c'eravamo messi d'accordo cioè di andare a periodi visto che domenica 18/12 ho messo nel mio blog il post che hai simpaticamente commentato stasera e che sostanzialmente esprime quasi lo stesso tuo sentire.

Rouge ha detto...

@ Aldo: periodi di stanca ne abbiamo attraversati tutti (io un anno fa ho chiuso per diversi mesi), questo poi è un periodo strano. A giudicare dal ridotto numero di post di gran parte di quelli che frequento, credo che gli ultimi avvenimenti abbiano tolto un sacco di fiducia in molti, ma bisogna andare avanti, no? Per cui comprendo la tua decisione, ma mi auguro sia passeggera, anzi, sono certo che fra non molto riprenderai con i tuoi racconti di vita. Perchè i periodi vanno e vengono, e questo è solo un periodo un po' così :)

Un abbraccio.

Bruno dtdc ha detto...

l'hai capito, in questi post introspettivi e personalistici mi arrivi in modo forse più forte che in quelli socialpolitic. Perchè anche quando racconti di te racconti il mondo che ti gira intorno, e i tanti Rouge possono rispecchiarsi, pensare, con le tue parole, le tue sensazioni. Secondo me bisogna sempre partire da se stessi, per cui ok questo promemoria. Mi piace. Ce ne sono in giro tanti che non si capisce dove finisce l'idea, inizia lo slogan e dov'è, chi è la persona che parla.
Incoerente anch'io, su certe cose di fondo non potrei esserlo, dovrei scindermi troppo, dovrei essere un'altra persona, magari lo sarò :)
ciao!

Rouge ha detto...

@ Bruno: difatti questi post introspettivi sono quelli meno commentati in assoluto :)