mercoledì 25 marzo 2009

Angeli sonnambuli

Istruzioni per l'uso: avviate il video postato in fondo, ascoltate e leggete.

C'era un luogo fino a qualche giorno fa dove sapevo di poter andare certo di trovare scampoli di vita vera. Un luogo virtuale come questo, un blog, la voce di qualcuno che col tempo era diventata ricerca quotidiana.
La prima volta che ci capitai fu per caso, come spesso avviene girando per blog, ma il caso non è faccenda a cui credo pienamente e di questo a volte ne ho quasi la certezza. Il nome del posto, Angeli Sonnambuli, lo trovai splendido e veritiero, perchè in fondo siamo tutti dormienti senza saperlo, e mi ci fermai.
L'ingresso in quel luogo era salutato da una musica dolcissima, la stessa che state ascoltando, ed era un modo per salutare chi entrava facendogli capire che doveva, se voleva star lì, abbandonare ogni altro pensiero, lasciarsi andare e entrare nel mondo di chi lo abitava. Ed era quello che succedeva. Stando lì avevi la sensazione di essere veramente a un passo dal suo creatore, spettatore impotente dei suoi scritti, che poi sapevi essere la sua vita. Avevi anche, e una volta gliel'ho detto, una sorta di pudore nell'entrare nella sua vita, in quello che scriveva. Tra noialtri, blogger annoiati e confusi, e lui, forse confuso ma annoiato proprio no, c'era un abisso di sentimenti espressi, a volte con rabbia, a volte con commiserazione, spesso con tenerezza, ma sempre veri, e lo sapevi. Era dato da quello il pudore che provavi nel leggerlo. Pudore di sapere di entrare nella vita di una persona, di intuire molto di lui, di condividerne a volte i segreti. Di sapere anche che molti di quei sentimenti e di quelle sensazioni erano gli stessi sentimenti e le stesse sensazioni che tu stesso avevi provato in altriquando incerti e dolorosi, e di intuire di non riuscire a dir nulla di veramente utile, se non commenti frettolosi e in parte stupidi. Pudore dell'impotenza e della propria pochezza.
I suoi ultimi post, prima che decidesse che una fase di vita fosse conclusa, prima di rimuovere quello spazio, avevano qualcosa di taciuto, qualcosa che il suo creatore aveva deciso di non condividere, se non per accenni, piuttosto preoccupanti. E la domanda è se puoi preoccuparti di qualcuno che non hai mai visto, di cui non conosci il nome nè il volto, che conosci solo per quello che ha scritto, ma, ti dici, proprio quello che ha scritto te lo rende vicino, e sai di conoscerlo pure senza averlo mai visto, e rispondi alla fine di sì alla domanda. Puoi preoccuparti, perchè il caso non esiste (pensateci bene) e se finisci in un luogo è perchè puoi finire solo in quel luogo e in quel momento, frequentare quelle persone e non altre, e dentro qualcosa ti dice che siamo in fondo tutti legati, da fili talmente sottili che ci permettiamo l' illusione che non esistano.
Quel luogo oggi non c'è più, e del suo creatore conosco solo lo pseudonimo e una parte del suo percorso. So però che il suo futuro sarà meno intricato di quello che ha appena concluso.
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Buona vita, AngS.

1 commento:

Andrew ha detto...

bellissimo post