
Le notizie e le illazioni sul conto del nero che volle farsi bianco si susseguono ad un ritmo frenetico, mentre il poveraccio non è stato ancora manco seppellito ed è lì ad aspettare che qualcuno si degni di farlo. Si dirà che è colpa dello show businnes, e d'altronde se la sua vita è sempre stato un palcoscenico, pure la sua morte la si stà mettendo in scena, ma se per larghi tratti della sua esistenza ha potuto recitato in un kolossal, oggi gli tocca far parte di un B-movie che un giorno (forse) sarà anche di culto.
Il tutto in tre giorni tre.
Troppo veloce, troppo frenetico, non riesco a starci dietro. Un caso del genere solo qualche tempo fa avrebbe impiegato anni a svilupparsi, mentre oggi lo si brucia in una settimana. Non è l'unico caso: l'onda studentesca, le cazzate di Berlusconi, le ronde, la crisi, il PD, le sconfitte a sinistra, tutto viene fagocitato in tempi troppo brevi per essere assorbiti. Tutto scorre, tutto stanca, tutto annoia. Se ne parla per un po', ci si accalora e ci si allarma, si firmano petizioni e si fanno barricate, ma durano lo spazio di un mattino, come certe manifestazioni sindacali.
Noto una frenesia in giro allarmante e la vedo girarmi attorno, e più tutto intorno ruota più io mi sento fermo in mezzo, incapace di fare un passo. Sono fermo, immobile e sospeso come in un video dei Digitalism. Sono attorniato da informazioni non richieste che arrivano da ogni parte e che comincio ad odiare. Televisione, radio, giornali, internet, blog, sms, e-mail, mp3, facebook, twitter, i-phone, dvd, tutto insieme, tutto in un secondo: se l'aereo casca nel mezzo del nulla io lo so, se al mio amico han tolto cinque punti di patente io lo so, se il maledetto aborigeno dall'altra parte del mondo scorreggia io lo so, ma non sono certo di volerlo sapere.
Com'è che cantava Giovanni Lindo Ferretti?
Ah, già! Aspetto un'emozione, sempre più indefinibile.
Il tutto in tre giorni tre.
Troppo veloce, troppo frenetico, non riesco a starci dietro. Un caso del genere solo qualche tempo fa avrebbe impiegato anni a svilupparsi, mentre oggi lo si brucia in una settimana. Non è l'unico caso: l'onda studentesca, le cazzate di Berlusconi, le ronde, la crisi, il PD, le sconfitte a sinistra, tutto viene fagocitato in tempi troppo brevi per essere assorbiti. Tutto scorre, tutto stanca, tutto annoia. Se ne parla per un po', ci si accalora e ci si allarma, si firmano petizioni e si fanno barricate, ma durano lo spazio di un mattino, come certe manifestazioni sindacali.
Noto una frenesia in giro allarmante e la vedo girarmi attorno, e più tutto intorno ruota più io mi sento fermo in mezzo, incapace di fare un passo. Sono fermo, immobile e sospeso come in un video dei Digitalism. Sono attorniato da informazioni non richieste che arrivano da ogni parte e che comincio ad odiare. Televisione, radio, giornali, internet, blog, sms, e-mail, mp3, facebook, twitter, i-phone, dvd, tutto insieme, tutto in un secondo: se l'aereo casca nel mezzo del nulla io lo so, se al mio amico han tolto cinque punti di patente io lo so, se il maledetto aborigeno dall'altra parte del mondo scorreggia io lo so, ma non sono certo di volerlo sapere.
Com'è che cantava Giovanni Lindo Ferretti?
Ah, già! Aspetto un'emozione, sempre più indefinibile.
6 commenti:
Capisco il panico che ne deriva. Una sorta di horror vacui al contrario...Eppure meglio sapere che non sapere...forse...Non ti pare?????
Sono sicuramente moooolto più grande di te, ma ho letto il tuo post e un terribile senso di uguaglianza di sensazioni mi ha afferrata. Non che io pensi che la differenza di età conti qualcosa, ma lo stesso "sentire", essere preda di sconcerto e confusione in questo mondo pazzo che gira intorno a noi e noi a lui, crea sicuramente sconcerto e mille domande.
"Aspetto un'emozione, sempre più indefinibile".
Non sei il solo!
un saluto
Aspetto, cosa non lo so, ma attendo.
...pensa che io mi sto rompendo di aspettare sto' maledetto Godot che non si decide ad arrivare...
Ma del resto...che fare???
Onore al Re del Pop....
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